Centrale a biomasse di Domegge, ecco il risparmio!

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Oggi che la centrale a biomasse di Domegge ha smesso il ciclo operativo per la stagione 2015 – 2016, è tempo di fare bilancio sui costi e benefici dell’impianto.

Visionata la documentazione fornita dall’Amministrazione Comunale, ciò che balza agli occhi è una forte discrepanza tra le spese di riscaldamento previste e quelle effettivamente sostenute.

All’elaborato 20.A art. 7 tabella 4 (vedi sotto) della progettazione definitiva/esecutiva della centrale redatta da K3 Studio di Calalzo di Cadore si riporta una previsione annuale di consumo di circa 600 mc di cippato per una spesa complessiva di poco superiore ai 16.300 euro.

In evidenza anche la spesa di gas metano (questa effettiva) calcolata sui dati relativi agli ultimi tre anni, che si aggira attorno ai 36.000 euro.

Tutto sommato perciò un bel risparmio in previsione.

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Peccato però che la realtà dei fatti sia ben diversa, e che in un inverno dalle temperature miti, per riscaldare (dal 30/10/2015 – prima fattura al 31/05/2016 – ultima fattura) quattro edifici: scuole, casa Barnabò, asilo e municipio, siano stati spesi 40.596 euro (comprensivi di 6.710 euro di manutenzione e 3.210 di gasolio caricato per tamponare l’errato disallacciamento dal metano).

Dati questi che in modo inequivocabile vanno a suffragio delle perplessità mosse dal M5S prima della realizzazione dell’impianto e formalizzate in alcune interrogazioni comunali alle quali l’Amministrazione non ha dato risposte precise.

Oltre all’aspetto economico disastroso, spiace anche constatare che le varie promesse divulgate del sindaco a mezzo stampa e tramite un volantino del marzo 2015 sono state disattese. Si era parlato di legna a km 0 e ad oggi acquistiamo cippato da una ditta di Agordo senza avere la tracciabilità del legname; di pulizia dei nostri boschi per scaldarci, e ad oggi non si sta facendo; di miglioramento ambientale, ma non è rilevabile, anzi le fumate dal camino dequalificano il paesaggio; di più lavoro per le nostre aziende, ma ad oggi gli approvvigionamenti vengono dal basso bellunese; di autonomia totale dal metano, ma non ci siamo disallacciati perché la centrale funziona per 7/8 mesi all’anno; di risparmio da destinare alle fasce più deboli della popolazione, ma stiamo spendendo più di prima e non abbiamo nemmeno contato il fatto che il BIM ha erogato al Comune nel 2014 un contributo di 14.295 euro per la spesa del metano.

Concludiamo dicendo che se solo l’amministrazione avesse accettato un confronto con la minoranza, si sarebbero potuti evitare questi risultati paradossali…. e adesso, come al solito, è la cittadinanza a pagare!

Referendum 2016

Domeie

Organizzata per la mattinata di sabato 28/05/2016 nella piazza antistante il municipio di Domegge di Cadore la raccolta firme per i referendum relativi a :

  • scuola

  • inceneritori

  • beni comuni

  • trivelle

  • riforma costituzionale

  • lavoratori stagionali

Incontro M5S Cadore sabato 23 gennaio ore 15,00

Stazione

Il M5S Cadore indice una riunione il giorno sabato 23 gennaio alle ore 15,00 presso il Bar Buffet Stazione di Calalzo di Cadore.

Finalità dell’ incontro è di programmare azioni e eventi sul territorio per l’anno appena cominciato. A tale proposito si avrà l’intervento del rappresentante alla camera Federico D’Incà.

Stefano Campi, responsabile del bacino di pesca numero 4 del Centro Cadore, poi aggiornerà i presenti sui recenti sviluppi inerenti il tema sempre scottante dello svuotamento del lago.

Da ultimo un breve resoconto dell’operato del Movimento in seno al consiglio comunale di Domegge di Cadore.

Domegge consulta i cittadini sulla fusione dei comuni: il M5S esprime la sua opinione.

fusione

Premesso che il M5S è da sempre favorevole alla fusione dei Comuni e che il punto in questione era inserito nel programma nazionale ancor prima che venisse alla ribalta in Centro Cadore;

l’unificazione dei Comuni è, a nostro avviso, fondamentale per la sopravvivenza delle piccole realtà.

Dal lato amministrativo permetterebbe di usufruire e sbloccare risorse economiche da reinvestire sul territorio. Dal lato politico, un conglomerato di piccoli Comuni avrebbe sicuramente maggior peso specifico in sede di dialogo e confronto con soggetti pubblici e privati rispetto a singoli Comuni. Da non trascurare inoltre il fatto che finalmente si avrebbe una rappresentatività univoca a livello territoriale.

In considerazione al fatto che l’amministrazione di Domegge voglia fare una consultazione popolare sul fondersi o meno, lo strumento è sicuramente adatto a captare la volontà delle persone.

Da sempre il Movimento ha visto positivamente le decisioni partecipate e il rammarico è che per altre opere recenti ed importanti non si sia adottato lo stesso comportamento.

Al fine di avere una risposta conscia da parte dei cittadini è fondamentale informare obiettivamente sui pro e contro dell’operazione. Auspichiamo dunque che questo venga fatto puntualmente!

Facciamo per altro presente che l’iter di legge sulle fusioni già prevede, anche se in una fase sicuramente diversa, uno strumento di consultazione popolare obbligatorio, ovvero il referendum successivo al giudizio di meritevolezza del consiglio regionale.

D’altro canto siamo convinti che gli abitanti del Comune vogliano e abbiano il diritto di conoscere l’orientamento dell’amministrazione.

Lettera ai sindaci e all’ULSS 1 di Belluno riguardo la potabilità dall’acqua

Acqua

Torniamo a parlare di acqua perché visti gli eventi dei giorni scorsi è necessaria una seria e ferma presa di posizione da parte dell’amministrazione per garantire ai cittadini l’utilizzo del bene in completa tranquillità.

Lo scorso anno avevamo segnalato la nostra preoccupazione per le modalità di gestione degli impianti acquedottistici; avevamo anche denunciato l’uso indiscriminato del cloro che a parere di molti esperti è cancerogeno (vedi lettera allegata).

L’ acqua è un alimento come il pane, la frutta, la carne; è un alimento che la popolazione di tutte le fasce di età assume necessariamente e in grandi quantità.

Ciò premesso chiediamo che l’amministrazione vigili, attraverso gli uffici preposti, sulla corretta gestione degli impianti da parte di BIM/ GSP/. In particolare chiediamo che le vasche di presa e di accumulo dell’acqua vengano pulite ogni anno o meglio due volte all’anno.

Risulta che ciò non viene fatto sistematicamente o addirittura che ci siano delle vasche che non possono essere svuotate per le operazioni di pulizia o peggio che vi siano manufatti non censiti che sfuggono alla manutenzione.

Altro aspetto importante: la clorazione. Qualora si rendesse necessario l’utilizzo del cloro per la disinfezione degli impianti è tassativamente necessario prima informare in modo capillare la popolazione.

La clorazione dovrà essere limitata a casi estremi e dopo aver garantito una corretta manutenzione degli impianti e la messa in sicurezza delle opere di captazione. Il cloro è una sostanza chimica molto reattiva e può combinarsi con altri minerali inorganici trasformandosi in sostanze potenzialmente dannose. Allo stesso modo, quando incontra materiale organico all’interno del nostro corpo, può reagire chimicamente e trasformarsi nei cloroderivati, vere e proprie sostanze cancerogene. Invitiamo quindi alla prudenza e quantomeno ad adottare il principio di precauzione. Chiediamo dunque di pretendere dall’ente gestore degli impianti di documentare tutte le operazioni che effettua nella rete acquedottistica. Dovrà cioè informare preventivamente gli uffici preposti del Comune circa l’esecuzione delle operazioni di pulizia e di clorazione. Il personale del Comune dovrà a sua volta verificare la corretta esecuzione degli interventi stessi.

Segnaliamo inoltre che in via S.Rocco l’acqua ha un odore sgradevole. Tale criticità è stata denunciata da un gruppo di cittadini e ad oggi non è stata trovata la causa del problema. Sollecitiamo pertanto l’amministrazione ad adoperarsi affinché l’inconveniente lamentato venga eliminato. Facciamo presente che nella zona citata ci sono vari punti di cedimento della sede stradale all’interno della quale corre anche l’acquedotto (e la fognatura).

La presente viene inviata per conoscenza anche alla ULSS 1 di Belluno con preghiera di intensificare i controlli anche presso le opere di captazione e le vasche di accumulo .

zione per le modalità di gestione degli impianti acquedottistici; avevamo anche denunciato l’uso indiscriminato del cloro che a parere di molti esperti è cancerogeno (vedi lettera allegata).

L’ acqua è un alimento come il pane, la frutta, la carne; è un alimento che la popolazione di tutte le fasce di età assume necessariamente e in grandi quantità.

Ciò premesso chiediamo che l’amministrazione vigili, attraverso gli uffici preposti, sulla corretta gestione degli impianti da parte di BIM/ GSP/. In particolare chiediamo che le vasche di presa e di accumulo dell’acqua vengano pulite ogni anno o meglio due volte all’anno.

Risulta che ciò non viene fatto sistematicamente o addirittura che ci siano delle vasche che non possono essere svuotate per le operazioni di pulizia o peggio che vi siano manufatti non censiti che sfuggono alla manutenzione.

Altro aspetto importante: la clorazione. Qualora si rendesse necessario l’utilizzo del cloro per la disinfezione degli impianti è tassativamente necessario prima informare in modo capillare la popolazione.

La clorazione dovrà essere limitata a casi estremi e dopo aver garantito una corretta manutenzione degli impianti e la messa in sicurezza delle opere di captazione. Il cloro è una sostanza chimica molto reattiva e può combinarsi con altri minerali inorganici trasformandosi in sostanze potenzialmente dannose. Allo stesso modo, quando incontra materiale organico all’interno del nostro corpo, può reagire chimicamente e trasformarsi nei cloroderivati, vere e proprie sostanze cancerogene. Invitiamo quindi alla prudenza e quantomeno ad adottare il principio di precauzione. Chiediamo dunque di pretendere dall’ente gestore degli impianti di documentare tutte le operazioni che effettua nella rete acquedottistica. Dovrà cioè informare preventivamente gli uffici preposti del Comune circa l’esecuzione delle operazioni di pulizia e di clorazione. Il personale del Comune dovrà a sua volta verificare la corretta esecuzione degli interventi stessi.

Segnaliamo inoltre che in via S.Rocco l’acqua ha un odore sgradevole. Tale criticità è stata denunciata da un gruppo di cittadini e ad oggi non è stata trovata la causa del problema. Sollecitiamo pertanto l’amministrazione ad adoperarsi affinché l’inconveniente lamentato venga eliminato. Facciamo presente che nella zona citata ci sono vari punti di cedimento della sede stradale all’interno della quale corre anche l’acquedotto (e la fognatura).

La presente viene inviata per conoscenza anche alla ULSS 1 di Belluno con preghiera di intensificare i controlli anche presso le opere di captazione e le vasche di accumulo .

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