Alessandro Di Battista e Federico D’Incà a Belluno

Avviamoci tutti assieme, con decisione, verso un futuro a 5 stelle!

Vi aspettiamo a Belluno martedì 2 gennaio alle ore 18,00 – teatro Giovanni XXIII -Piazza Piloni 11

Referendum del 22 ottobre 2017 : perché votare SI

 

 

 

REFERENDUM PER L’AUTONOMIA DEL VENETO
I veneti saranno chiamati ad esprimersi se vogliono che la loro Regione possa ottenere forme e condizioni particolari di autonomia, che parafrasato significa poter gestire le risorse a livello locale per le competenze che sono attualmente gestite a livello centrale.
Dunque non si tratta di avere più risorse dallo Stato, ma di poter gestire in Veneto quelle che già lo Stato spende in trasferimenti e servizi per la nostra Regione. L’eventuale miglioramento sarà dato dalla nostra maggiore capacità gestionale.
Non parliamo dunque di diventare regione a statuto speciale. Chiedere questo comporterebbe una modifica alla Costituzione con i conseguenti passaggi in Parlamento e inoltre questo referendum si muove “nel quadro dell’unità nazionale”.

REFERENDUM PER L’AUTONOMIA DELLA PROVINCIA DI BELLUNO
Vuoi che la specificità della provincia di Belluno venga ulteriormente rafforzata con il riconoscimento di funzioni aggiuntive e delle connesse risorse finanziarie e che ciò venga recepito anche nell’ambito delle intese stato/regione per una maggiore autonomia del Venero, ai sensi dell’art. 116 della costituzione?
Cinque buoni motivi per andare a votare:
1) Tutti i bellunesi potranno dire se vogliono prendersi la libertà e la responsabilità di autogovernarsi oppure se preferiscono che molte materie siano ancora gestite da Venezia o da Roma
2) Si potrà rivendicare con maggiore forza contrattuale l’applicazione dello Statuto Veneto e della Legge regionale 25/2014, che riconoscono la specificità alla provincia di Belluno, trasferendo competenze e risorse adeguate per il loro reale esercizio sul territorio.
3) Si potrà chiedere l’esercizio delle funzioni amministrative in ambiti ora statali quali la tutela dell’ambiente, i beni culturali, il governo del territorio come previsto dall’art. 116 della Costituzione
4) Si potrà rivendicare la reale applicazione dell’art. 119 della Costituzione per realizzare concretamente l’autonomia finanziaria degli enti territoriali, nel rispetto del principio dell’integrale finanziamento delle funzioni esercitate.
5) I due referendum consultivi, bellunese e veneto, avranno un grande valore. Il loro esito permetterà di affermare la volontà di autonomia e autogoverno delle nostre comunità.

Un referendum partecipato diventa un segnale di unità e di coesione sociale della comunità bellunese. Solo uniti possiamo cambiare le sorti del nostro futuro!

Giustizia per i risparmiatori di Veneto Banca e Popolare di Vicenza


La vicenda di Veneto Banca e Popolare di Vicenza è nota ormai a tutti: si parla di fiducia dei risparmiatori tradita e di molti drammi personali a seguito della vendita sconsiderata da parte delle due banche di strumenti finanziari rischiosi il più delle volte spacciati come prodotti “dal ritorno sicuro”. A seguito anche della mancata vigilanza dei soggetti istituzionali Consob e Bankitalia.
David Borrelli come presidente dell’ EFDD al parlamento europeo, il vice presidente della Camera Luigi Di Maio e il consigliere regionale Jacopo Berti a maggio 2016 portarono la questione nella sede del parlamento Europento perché se la truffa si era perpetrata in Italia, è altrettanto vero che chi doveva controllare molto spesso era in Europa.
Sappiamo che gli eletti del movimento da quando sono in carica si tagliano parte dello stipendio e i soldi generalmente vengono destinati ad azioni che vanno a favorire un progetto dello Stato per aiutare le imprese a nascere. Nella fattispecie si è deciso di usare i soldi decurtati dagli stipendi dei Consiglieri Regionali del M5S per pagare un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo a tutela dei risparmiatori.
Contestualizzando il discorso al nostro territorio, citiamo la vicenda perché in questi giorni gli attivisti del M5S locali saranno impegnati nella distribuzione di lettere volte a raccogliere le adesioni al ricorso.
L’intento è di raggiungere, anche con il passaparola tra la gente, quante più persone possibili per presentarsi di fronte alla Corte Europea in qualità di rappresentanti di un numero ingente di cittadini truffati.

Centrale a biomasse disastrosa: ha portato solo un mare di costi e nessun beneficio

Terminato il 2° esercizio di funzionamento della centrale a cippato di Domegge di Cadore, è doveroso per la minoranza produrre considerazioni in merito al conto economico della stessa visto che il Sindaco Fedon (vedasi verbale di consiglio del 28/11/2016 che recitava “Il Sindaco tiene a precisare che il Consiglio Comunale, in ripetute occasioni, è già stato informato che il primo anno di funzionamento dell’impianto non sarebbe stato probante dal punto di vista dei costi effettivi”) e l’assessore Pinazza (vedasi verbale di consiglio del 29/02/2016 “il Consigliere Sig. Pinazza Costantino invita a sospendere ogni giudizio in attesa di conoscere gli esiti del 2° anno di funzionamento dell’impianto e a limitarsi alla misurazione dei dati oggettivi, senza indulgere a mere convinzioni di carattere personale.”) affermarono che il primo anno di funzionamento non era indicativo del costo “normale”.
Queste le tappe salienti della vicenda.
Nel 2014 l’amministrazione ottiene il contributo statale di 890.000 al programma 6.000 campanili con motivazione “trasformazione energetica del comparto di fabbricati comunali”
La minoranza interviene a seguito di approfondimenti tecnici sull’argomento, sollevando perplessità sulla validità dell’opera sia sotto il profilo economico che ambientale.
L’amministrazione non tiene minimamente in considerazione le osservazioni e procede con la realizzazione.
Il risultato sotto il profilo dei consumi è il seguente: per la stagione 2015-16 1.012 mc di cippato consumati; 944 per la stagione 2016-17. Dati che però non si sono tradotti in minor spesa complessiva.
Lo studio di progettazione preventivava un consumo di 600 mc ad esercizio. Ciò vuole dire che per la stagione “indicativa del costo normale” abbiamo consumato il 157% del preventivato.
Altro dato: la manutenzione incide per un ulteriore 18 % della spesa relativa ai consumi… e di questo non c’era traccia nel documento di progettazione.
Morale: costi più che raddoppiati, ovvero dai 16.300 euro stimati, ne spendiamo 34.000.
Inoltre grazie ai calcoli fatti e al “concetto dei grandi delta termici” (vedasi pag. 6 della progettazione definitiva) ora ci troviamo con edifici che necessitano di integrare il calore prodotto dalla centrale tramite stufette elettriche. Ciò significa un ulteriore aumento dei costi (non conteggiato nei calcoli sopra, come pure quello di allacciamento al metano che comunque resta)!
E’ semplicemente paradossale che il Comune per produrre un business in perdita si sia permesso di utilizzare 890.000 euro; contributo che poteva essere indirizzato ad infinite altre ragioni di miglioramento della qualità di vita per la comunità.

Treno delle Dolomiti: conferenza stampa venerdì 26 maggio ore 14,30 presso la stazione di Calalzo

 
Venerdì 26 maggio il M5S organizza una nuova iniziativa per riportare l’attenzione sull’importanza del treno delle Dolomiti e dell’anello ferroviario con lo sbocco a nord e verso Primolano ad ovest di Feltre. 
Il ritrovo è previsto a Longarone alle ore ore 13:30, da dove si partirà con il treno alle ore 13:57 per arrivare a Calalzo alle 14:30.
Seguirà una conferenza stampa in stazione a Calalzo con i Parlamentari Federico D’Incà, Arianna Spessotto e Michele Dall’Orco, il Consigliere Regionale Jacopo Berti, i Consiglieri Provinciali del Trentino Alto Adige Filippo Degasperi e Paul Koellensperger e il Consigliere Comunale Riccardo Sartor.
Termine della conferenza previsto per le ore 15:30.
 
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